Per una riflessione al tempo del coronavirus.

Don Ivano, per farci sentire la sua  vicinanza in questi momenti dolorosi , ci ha inviato una riflessione in chiave poetica partendo dalle composizioni che Ungaretti ha scritto ai tempi della Grande Guerra e dell’epidemia di “spagnola” .  Qui riporto solo la conclusione del suo lavoro, ma cliccando sul link che troverete alla fine di questo post, potrete prendere visione della versione integrale. Buona lettura!

Conclusione

Questa breve antologia di testi poetici che ci ha portato a far rivivere con Ungaretti un momento delicato della nostra storia, può servire ora a far traghettare in un momento altrettanto drammatico chi si sente più che mai spaesato e soprattutto avvilito in una lotta impari contro un nemico invisibile e mortifero. Come Ungaretti non risolse il dramma della guerra, che si portò con sé anche negli anni a venire, ma trovò in quel frangente la parola vera, la parola giusta, la parola pura per vivere da uomo e da cittadino del mondo un’esistenza piena, così anche noi non potremo scongiurare questa prova tremenda che dobbiamo attraversare  e a cui dobbiamo far fronte con coraggio, ma ci potremo dotare di quelle parole che danno senso al vivere, perché, anche passando in mezzo a una simile tragedia, ne possiamo sortire più fraterni, più solidali, più umani, veri cittadini del mondo. Più che mai lo sentiamo, in questa pandemia che coinvolge tutti, come villaggio globale, in cui il richiamo alla presa di distanza fisica per evitare il contagio, deve diventare in realtà la maniera più giusta per sentirci tutti deboli, come portatori o acquirenti possibili di un male, ma che si devono rafforzare con altre modalità di partecipazione al vivere comune: la consapevolezza di appartenere allo stesso mondo in cui è giusto che ciascuno si scopra nella sua individualità da affermare, senza tuttavia che una simile affermazione debba creare conflitto con gli altri. Anzi; è più che mai opportuno che si torni a comunicare trovando nella parola il denominatore comune con cui condividere le esperienze amare e consolanti, dure e piacevoli, che ci aiutano ad essere più uomini, più uniti in fraternità, più partecipi l’uno con l’altro del vivere che ci uni-sce nello stesso spazio e nello stesso tempo. Come vi ha creduto il poeta che ci ha fatto da guida in questo percorso.

(don Ivano Colombo)

Chi volesse leggere l’intero articolo, deve cliccare QUI.

DARE CASA A UN FUTURO DI PACE.

Ognuno di noi può essere costruttore di Pace e per capire meglio come e cosa fare è bene partecipare a questa iniziativa : Dare casa a un futuro di Pace.

E’ infatti ormai una tradizione  consolidata: i mesi di Gennaio/febbraio, a Erba, sono dedicati alla pace.

Numerose sono le associazioni che collaborano alla realizzazione di una serie di eventi di notevole livello per l’importanza delle personalità coinvolte.

L’impegno profuso dagli organizzatori merita una vasta partecipazione da parte dei cittadini erbesi.  Ecco gli eventi proposti:

*Mercoledì, 15 gennaio ore 21 – Teatro Excelsior: Non si sogna mai da soli – con M. Tarquinio, direttore di AVVENIRE e M. Calabresi (noto giornalista).

*Mercoledì, 22 gennaio, ore 21:15 – Teatro Excelsior: Pacem in terris – spettacolo teatrale di e con Lucilla Giagnoni.

*Sabato 1 Febbraio, ore 21 – Teatro Excelsior : ‘U Parrinu – Spettacolo teatrale di Cristian Di Domenico – (La mia storia con Padre Puglisi)

*Mercoledì 12 febbraio, ore 21 -Sala della Comunità : La scommessa della Pace . con Mauro Magatti, sociologo e Chiara Giaccardi, docente di sociologia. 

*Giovedì, 27 febbraio, ore 21 -Sala della Comunità (Via S. Maurizio): Artigiani della pace – Mons. Gian Carlo Perego, vescovo di Ferrara e Kossi Komla Ebri (scrittore)

I giovedì in biblioteca.

Giovedì prossimo, 7 Novembre, dalle ore 15 alle ore 17, nella biblioteca Comunale di Erba, Don Ivano presenterà  le opere di RYSZARD KAPUSCINSKI e ne leggerà brani sulla realtà dei Paesi africani in via di sviluppo.

L’incontro sarà certamente interessante e coinvolgente come quelli che lo hanno preceduto, pertanto auspichiamo una numerosa partecipazione da parte di soci e non soci. Vi aspettiamo!

 

 

Chi è Matteo Fedeli?

Matteo Fedeli è un violinista di fama internazionale che porta nel mondo la voce dei grandi liutai italiani: Amati, Stradivari e Guarneri. E’ stato insignito di numerosi riconoscimenti e i suoi concerti attirano migliaia di spettatori. La sua biografia merita di essere conosciuta e potrete leggerla QUI.

Penso che per tutto il territorio erbese e comasco un concerto di Matteo Fedeli sia imperdibile: non è cosa di tutti i giorni poter ascoltare la magia che un maestro di eccezionale bravura può trarre da un Guarneri autentico.

Per questo al concerto del 15 p.v. al teatro Excelsior  non potremo mancare, anche perchè il ricavato andrà a beneficio della città terremotata di Camerino.