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Attività dal 21 al 25 gennaio.

Lunedì, 21 gennaio
Inizia un nuovo corso di lettura di immagini fotografiche incentrato sulle opere di Olmi, il grande regista scomparso recentemente.
Alle ore 14.30 – LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE.
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Martedì 22 gennaio.
ore 15.00 – GIACOMO LEOPARDI IL BIENNIO DEI PRIMI ESPERIMENTI POETICI docente: don Ivano Colombo
ore 16.00 –  IL CERVELLO: COSA SI PUO’ FARE PER MANTENERLO VALIDO ALIMENTAZIONE E CERVELLO docente: Alberto Lissoni
ore 19/21 – Corso di MARKETING per non-MARKETERS  (terza lezione)- Docente : Umberto Filippi
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Giovedì 23 gennaio 
ore 19/21 – Corso di MARKETING per non- MARKETERS (quarta lezione) – Docente: Umberto Filippi.
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Venerdì, 23 gennaio 
ore 15.00 – GIACOMO LEOPARDI “LE OPERETTE MORALI”: LEOPARDI UN FILOSOFO ROMANTICO docente: Marco Creuso
ore 16.00 – ALCIDE DE GASPERI: UOMO POLITICO EUROPEO IL REDDE RATIONEM: LA SOLITUDINE E LA MORTE docente: Massimiliano Cossi

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Proposte di viaggio

Ogni anno, la nostra associazione propone ai propri soci viaggi molto interessanti e molto ben organizzati.

Le mete di quest’anno sono la “verde Irlanda” e la Germania (due itinerari diversi), due paesi  con aspetti culturali, paesaggistici e storico-artistici molto interessanti.

Per visionare i percorsi e tutti i particolari dei viaggi cliccate sulla categoria eventi che trovate sulla barra in alto.

E prepariamo le valigie!!!

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Aggiornamento: alle tre proposte precedenti se ne aggiunge una quarta con destinazione POLONIA.

Cliccando QUI sotto e facendo un successivo clic per allargare l’immagine, potrete visionarne programma e itinerario

bozza Polonia_8 gg.

 

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Una proposta alla città e al territorio…

Dall’Università della Terza Età arriva una proposta molto interessante per i giovani …. di tutte le età  e per chi vuole arricchire il suo curriculum….

Si sta organizzando un corso  di MARKETING:  in “header” (testata) è possibile leggere tutto ciò che si deve sapere  per poter decidere di approfittare di questa preziosa occasione di aggiornamento e qui sotto segue una chiara e minuziosa  descrizione dei contenuti, nonché la presentazione dell’esimio docente responsabile del corso stesso.

 

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Centro Italiano Femminile: una storia lunga 70 anni.

img_20181211_220944_resized_20181211_115455233In un salone del Castello di Pomerio, gremito di pubblico, stasera sono stati insigniti di un riconoscimento di benemerenza gli sportivi erbesi (che si sono fatti onore a livello regionale, nazionale e internazionale), le associazioni sportive e le associazioni che festeggiano particolari anniversari di fondazione.

Anche il Centro Italiano Femminile di Erba (di cui sono segretaria da un paio d’anni) è stato invitato per la consegna di un attestato di benemerenza  per i suoi 70 anni di attività nella nostra città. Siamo intervenute Maria Pellegrino (Mariuccia), Angela Parietti (Lalla) ed io (Diana). Quando il Presidente del Consiglio Comunale ci ha chiamate, ci ha preso un pizzico di emozione e con una certa fatica ho potuto ringraziare il Sindaco e l’amministrazione comunale che ci gratificano con questa  menzione. Mi sono però ricordata di puntualizzare il gran lavoro che hanno fatto nel passato grandi donne, come Mariuccia e Lalla, nel campo dell’educazione, dell’assistenza all’infanzia e per l’emancipazione femminile negli anni del secondo dopoguerra, quando le donne si affacciavano per la prima volta sulla scena politica avendo finalmente ottenuto il diritto di voto; e ho ricordato anche il grande e preziosissimo lavoro che le donne del C.I.F.

img_20181211_223619_resized_20181211_115401902di Erba (insieme a tanti altri collaboratori) continuano a fare da 25 anni nell’organizzazione e nella gestione di questa Università della Terza Età .

Da sette anni si ripete questa cerimonia: è un modo simpatico dell’Amministrazione Comunale di fare gli auguri di Buon Natale alle organizzazioni di volontariato che si spendono per rendere più bella e solidale la vita della città.

Alla cerimonia ufficiale ha fatto seguito un rinfresco, durante il quale è stato bello salutare  amici e conoscenti intervenuti a questa serata, di cui conserveremo un buon ricordo.

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A Teatro: La duchessa del Bal Tabarin.

Quanta gente c’era a Milano ieri pomeriggio! Certo per fare gli acquisti di Natale e per vedere la città illuminata dalle mille luci degli addobbi natalizi. E’ stata un’impresa raggiungere a piedi il Teatro San Babila: bisognava fare un’incessante gimkana tra la gente che riempiva strade e portici.

Eravamo un buon gruppo dell’UTE e avevamo i biglietti per assistere alla rappresentazione dell’operetta: La Duchessa del Bal Tabarin (musiche di Carlo Lombardo e libretto di Franci). E’ un’operetta nata nel 1917, in piena Grande Guerra, ma ambientata nel mondo luccicante e frivolo della Belle Époque, che si era conclusa da poco.

Racconta la storia di Frou Frou, una chanteuse del Bal Tabarin che ha sposato un alto funzionario, al quale però non è propriamente fedele e il marito, avendo scoperto un suo tradimento, ha promesso di perdonarla solo se supererà sei mesi di prova dimostrando  morigeratezza e onestà coniugale. Lo spettacolo comincia dal giorno della scadenza del sesto mese di prova. Frou Frou aspetta con ansia la mezzanotte: allo scoccare dei dodici rintocchi potrà incontrare un suo giovane possibile amante, ma alla fine anche lei rinsavirà e si arriverà all’immancabile lieto epilogo.

Gli interpreti hanno voci splendide, i costumi sono molto belli e curati e la musica è eseguita dal vivo da una orchestrina guidata da una giovanissima direttrice. E’ stato uno spettacolo piacevolissimo e rilassante ed è stato bello risentire l’aria più nota di questa operetta che vi ripropongo nel video qui sotto.

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Al Museo Branca. (reportage di Angela D’Albis)


La botte madre.

Bellissima visita guidata al Museo Branca di Milano nel pomeriggio di giovedì 29 novembre con l’UTE.

Il dott. Marco Ponzano, che ci ha fatto da guida, ci ha accolto con grande cordialità e  ci ha illustrato la storia dell’azienda Branca e del museo, partendo dai ritratti dei loro fondatori.

Il museo è nato  nel 2009 e racconta la storia di una delle più importanti aziende milanesi, le cui origini risalgono al 1845. Il museo è visitato da circa 5000 persone all’anno, anche studenti, soprattutto delle superiori e universitari.

E’ l’unico stabilimento ancora attivo in Europa, produce 20 milioni di bottiglie all’anno e rifornisce tutto il mondo. Il secondo stabilimento si trova in Argentina e produce 55 milioni di bottiglie solo per il mercato argentino.

Abbiamo visto un miscelatore, che, nel 1845, il capostipite, Bernardino Branca,  insieme a un medico svedese di nome Fernet, ha usato per miscelare un “medicinale” adatto a curare il colera e la malaria. L’esperimento riuscì e così  nacque il Fernet.

Poi è stata la volta della “Ruota delle spezie”, che contiene le 27 spezie della ricetta del Fernet  e che provengono da 4 continenti. Il segreto della qualità del prodotto, ci ha detto la nostra guida, sta anche nella dosatura e nel come si lavorano le 27 spezie. E’ importante anche l’alcool che tiene insieme le spezie e le valorizza fino a farle diventare dei veri e propri medicinali.

Abbiamo osservato, poi, dei calendari, le fotografie di un quotidiano che si pubblicava prima del Corriere della sera (“La Perseveranza”, dove si parla del Fernet-Branca) e un libro paga degli anni 30.

il logo

Poi ci è stata raccontata la storia del “Logo”, che nacque nel 1895 e dà garanzia al prodotto. Abbiamo visto anche tantissime bottiglie di imitazione di questo prodotto.

E’ stato interessante vedere come si sono evolute nel tempo le campagne pubblicitarie.

Infine, il dott. Marco Ponzano ci ha portato nelle cantine, che sono davvero enormi! Siamo entrati nel locale della “botte madre”, la botte più grande d’Europa, che scarica e riempie tutte le botti piccole, tutte di legno di rovere.

Ci sono lunghi corridoi con 300 tine per il brandy e 500 per il fernet. 800 botti di rovere  con 5 uomini che vi lavorano e si muovono in bicicletta. Prima dell’informatizzazione, c’erano 150 operai in cantina e 900 in tutta la fabbrica. Ora , con la tecnologia, ci sono circa 35 operai, di cui 5 in cantina.

Prima di uscire, abbiamo visto 4 botti – vasche, che  sono state usate fino al 1995. Erano rimaste inutilizzate e allora qualcuno ha pensato di riutilizzarle, perché niente va buttato, e ora sono 4 piscine per l’impianto anti-incendio!