In evidenza

Lezioni dal 18 al 22 marzo

Lunedì, 18 marzo.
ore 15 – OBTORTO COLLO: ANATOMIA E PATOLOGIE DEL COLLO – docente: Alberto Lissoni
_________________________________________
Martedì, 19 marzo
ore 15 – LA LUNGA VITA DELLE PAROLE: ars – docente: Elena Meggetto.
ore 16 – INVASIONI BARBARICHE O MIGRAZIONI DI POPOLI NELLA STORIA: I PRIMI “BARBARI” DEL MONDO ROMANO: GALLI E GERMANI, LA LORO “DIVERSITà” NELLE OPERE DI CESARE  E DI TACITO – ALBERTA CHIESA.
ORE 19/21 – CORSO DI MARKETING PER NON MARKETERS – docente: Umberto Filippi.
__________________________________________
Giovedì, 21 marzo
ore 19/21 – CORSO DI MARKETING PER NON MARKETERS – docente: Umberto Filippi
_______________________________________
Venerdì, 22 marzo.
ore 15 – CENTO ANNI DALLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE –  1919: IL TRATTATO DI VERSAILLES PER UNA PACE FORIERA DI GUERRA – docente: don Ivano Colombo
ore 16 – IL PANTHEON NELLA NOSTRA PSICHE, PSICANALISI E MITOLOGIA. GLI DEI ARCHETIPI DELLA PSICHE – ARTEMIDE, ATHENA, ESTIA – docente: Brunella Tatafiore
In evidenza

Pomeriggio in biblioteca.

Giovedì pomeriggio in biblioteca comunale: Don Ivano Colombo ci ha guidato a scoprire analogie e differenze tra la novella di Pirandello “La giara” e la sua trasposizione cinematografica ad opera dei fratelli Taviani.

La proiezione del filmato è stato preceduto da una presentazione di Pirandello, scittore di romanzi, novelle e pièces teatrali di grande successo. La sua cultura risente dell’influenza della cultura greca e inoltre  si rifà alla corrente filosofica della fenomenologia tedesca.

A questa breve premessa è seguita una lettura davvero avvincente della novella “La Giara”, la cui prosa è talmente efficace da far vivere i personaggi come in una rappresentazione teatrale: è tipico della cultura siciliana questo gusto della teatralità. Don Ivano è riuscito a far rivivere in quella sala della biblioteca un Don Lollò sanguigno e grottesco ad un tempo.

Con la visione dell’opera dei fratelli Taviani abbiamo poi potuto apprezzare la recitazione di  Franco Franchi e di Ciccio Ingrassia non nelle solite vesti di giullari, ma in quelle  di attori impegnati nel rendere al meglio, riuscendoci, i due protagonisti della novella pirandelliana.

I fratelli Taviani si sono attenuti al testo nel rendere bene l’atmosfera della masseria di don Lollò, ma hanno aggiunto un loro tocco personale che ha messo in luce l’asservimento delle donne e dei lavoratori nella Sicilia del latifondo.

In evidenza

Visita a Villa Agnesi e al Santuario di Montevecchia. (resoconto di A. D’Albis)

Nel pomeriggio di mercoledì 20 febbraio 2019, un gruppo di iscritti all’Università della Terza Età di Erba ha partecipato a una uscita organizzata dalla stessa Università

Alle 14.00 siamo partiti dal parcheggio di via Battisti col pullman in direzione Montevecchia, per visitare Villa Agnesi Albertoni, una delle dimore storiche più affascinanti della Brianza lecchese, in cui si respira ancora oggi l’atmosfera settecentesca vissuta da Maria Gaetana Agnesi, grande matematica del ‘700, che usava questa villa per le sue vacanze estive. Maria Gaetana Agnesi e sua sorella Maria Teresa, grande musicista, sono state ultimamente argomento delle lezioni del professor Pintaldi e della professoressa Zapparoli all’Università.

Ci ha accompagnato in pullman la nostra guida, dottoressa Silvia Brusadelli. Quando siamo arrivati alla villa abbiamo trovato il dottor Giovanni Vanossi, proprietario e direttore della Società di tour operator e guide turistiche di Merone, (agenzia alla quale ci siamo appoggiati per l’organizzazione) e attualmente anche sindaco del paese, che ci ha introdotti nella villa e ce l’ha decritta in modo veramente magistrale. Leggi tutto “Visita a Villa Agnesi e al Santuario di Montevecchia. (resoconto di A. D’Albis)”

In evidenza

Proposte di viaggio

Ogni anno, la nostra associazione propone ai propri soci viaggi molto interessanti e molto ben organizzati.

Le mete di quest’anno sono la “verde Irlanda” e la Germania (due itinerari diversi), due paesi  con aspetti culturali, paesaggistici e storico-artistici molto interessanti.

Per visionare i percorsi e tutti i particolari dei viaggi cliccate sulla categoria eventi che trovate sulla barra in alto.

E prepariamo le valigie!!!

___________________________________

Aggiornamento: alle tre proposte precedenti se ne aggiunge una quarta con destinazione POLONIA.

Cliccando QUI sotto e facendo un successivo clic per allargare l’immagine, potrete visionarne programma e itinerario

bozza Polonia_8 gg.

 

In evidenza

Una proposta alla città e al territorio…

Dall’Università della Terza Età arriva una proposta molto interessante per i giovani …. di tutte le età  e per chi vuole arricchire il suo curriculum….

Si sta organizzando un corso  di MARKETING:  in “header” (testata) è possibile leggere tutto ciò che si deve sapere  per poter decidere di approfittare di questa preziosa occasione di aggiornamento e qui sotto segue una chiara e minuziosa  descrizione dei contenuti, nonché la presentazione dell’esimio docente responsabile del corso stesso.

 

In evidenza

Centro Italiano Femminile: una storia lunga 70 anni.

img_20181211_220944_resized_20181211_115455233In un salone del Castello di Pomerio, gremito di pubblico, stasera sono stati insigniti di un riconoscimento di benemerenza gli sportivi erbesi (che si sono fatti onore a livello regionale, nazionale e internazionale), le associazioni sportive e le associazioni che festeggiano particolari anniversari di fondazione.

Anche il Centro Italiano Femminile di Erba (di cui sono segretaria da un paio d’anni) è stato invitato per la consegna di un attestato di benemerenza  per i suoi 70 anni di attività nella nostra città. Siamo intervenute Maria Pellegrino (Mariuccia), Angela Parietti (Lalla) ed io (Diana). Quando il Presidente del Consiglio Comunale ci ha chiamate, ci ha preso un pizzico di emozione e con una certa fatica ho potuto ringraziare il Sindaco e l’amministrazione comunale che ci gratificano con questa  menzione. Mi sono però ricordata di puntualizzare il gran lavoro che hanno fatto nel passato grandi donne, come Mariuccia e Lalla, nel campo dell’educazione, dell’assistenza all’infanzia e per l’emancipazione femminile negli anni del secondo dopoguerra, quando le donne si affacciavano per la prima volta sulla scena politica avendo finalmente ottenuto il diritto di voto; e ho ricordato anche il grande e preziosissimo lavoro che le donne del C.I.F.

img_20181211_223619_resized_20181211_115401902di Erba (insieme a tanti altri collaboratori) continuano a fare da 25 anni nell’organizzazione e nella gestione di questa Università della Terza Età .

Da sette anni si ripete questa cerimonia: è un modo simpatico dell’Amministrazione Comunale di fare gli auguri di Buon Natale alle organizzazioni di volontariato che si spendono per rendere più bella e solidale la vita della città.

Alla cerimonia ufficiale ha fatto seguito un rinfresco, durante il quale è stato bello salutare  amici e conoscenti intervenuti a questa serata, di cui conserveremo un buon ricordo.

In evidenza

A Teatro: La duchessa del Bal Tabarin.

Quanta gente c’era a Milano ieri pomeriggio! Certo per fare gli acquisti di Natale e per vedere la città illuminata dalle mille luci degli addobbi natalizi. E’ stata un’impresa raggiungere a piedi il Teatro San Babila: bisognava fare un’incessante gimkana tra la gente che riempiva strade e portici.

Eravamo un buon gruppo dell’UTE e avevamo i biglietti per assistere alla rappresentazione dell’operetta: La Duchessa del Bal Tabarin (musiche di Carlo Lombardo e libretto di Franci). E’ un’operetta nata nel 1917, in piena Grande Guerra, ma ambientata nel mondo luccicante e frivolo della Belle Époque, che si era conclusa da poco.

Racconta la storia di Frou Frou, una chanteuse del Bal Tabarin che ha sposato un alto funzionario, al quale però non è propriamente fedele e il marito, avendo scoperto un suo tradimento, ha promesso di perdonarla solo se supererà sei mesi di prova dimostrando  morigeratezza e onestà coniugale. Lo spettacolo comincia dal giorno della scadenza del sesto mese di prova. Frou Frou aspetta con ansia la mezzanotte: allo scoccare dei dodici rintocchi potrà incontrare un suo giovane possibile amante, ma alla fine anche lei rinsavirà e si arriverà all’immancabile lieto epilogo.

Gli interpreti hanno voci splendide, i costumi sono molto belli e curati e la musica è eseguita dal vivo da una orchestrina guidata da una giovanissima direttrice. E’ stato uno spettacolo piacevolissimo e rilassante ed è stato bello risentire l’aria più nota di questa operetta che vi ripropongo nel video qui sotto.

In evidenza

Al Museo Branca. (reportage di Angela D’Albis)


La botte madre.

Bellissima visita guidata al Museo Branca di Milano nel pomeriggio di giovedì 29 novembre con l’UTE.

Il dott. Marco Ponzano, che ci ha fatto da guida, ci ha accolto con grande cordialità e  ci ha illustrato la storia dell’azienda Branca e del museo, partendo dai ritratti dei loro fondatori.

Il museo è nato  nel 2009 e racconta la storia di una delle più importanti aziende milanesi, le cui origini risalgono al 1845. Il museo è visitato da circa 5000 persone all’anno, anche studenti, soprattutto delle superiori e universitari.

E’ l’unico stabilimento ancora attivo in Europa, produce 20 milioni di bottiglie all’anno e rifornisce tutto il mondo. Il secondo stabilimento si trova in Argentina e produce 55 milioni di bottiglie solo per il mercato argentino.

Abbiamo visto un miscelatore, che, nel 1845, il capostipite, Bernardino Branca,  insieme a un medico svedese di nome Fernet, ha usato per miscelare un “medicinale” adatto a curare il colera e la malaria. L’esperimento riuscì e così  nacque il Fernet.

Poi è stata la volta della “Ruota delle spezie”, che contiene le 27 spezie della ricetta del Fernet  e che provengono da 4 continenti. Il segreto della qualità del prodotto, ci ha detto la nostra guida, sta anche nella dosatura e nel come si lavorano le 27 spezie. E’ importante anche l’alcool che tiene insieme le spezie e le valorizza fino a farle diventare dei veri e propri medicinali.

Abbiamo osservato, poi, dei calendari, le fotografie di un quotidiano che si pubblicava prima del Corriere della sera (“La Perseveranza”, dove si parla del Fernet-Branca) e un libro paga degli anni 30.

il logo

Poi ci è stata raccontata la storia del “Logo”, che nacque nel 1895 e dà garanzia al prodotto. Abbiamo visto anche tantissime bottiglie di imitazione di questo prodotto.

E’ stato interessante vedere come si sono evolute nel tempo le campagne pubblicitarie.

Infine, il dott. Marco Ponzano ci ha portato nelle cantine, che sono davvero enormi! Siamo entrati nel locale della “botte madre”, la botte più grande d’Europa, che scarica e riempie tutte le botti piccole, tutte di legno di rovere.

Ci sono lunghi corridoi con 300 tine per il brandy e 500 per il fernet. 800 botti di rovere  con 5 uomini che vi lavorano e si muovono in bicicletta. Prima dell’informatizzazione, c’erano 150 operai in cantina e 900 in tutta la fabbrica. Ora , con la tecnologia, ci sono circa 35 operai, di cui 5 in cantina.

Prima di uscire, abbiamo visto 4 botti – vasche, che  sono state usate fino al 1995. Erano rimaste inutilizzate e allora qualcuno ha pensato di riutilizzarle, perché niente va buttato, e ora sono 4 piscine per l’impianto anti-incendio!