Letture: In viaggio con Erodoto (Ryszard Kapuściński)

L’amico Cesare Cavenaghi, figura importante nella nostra Associazione, ha inviato questo bel resoconto delle sue letture estive.

Il titolo del libro “In viaggio con Erodoto” di  Ryszard Kapuściński (proposto da don Ivano per una lettura diversa, che induca a varcare i “nostri confini non solo geografici, ma anche della conoscenza ”), mi attrae e spinge al punto da recarmi in biblioteca a prenderlo in prestito.

L’autore, appena laureato, si presenta con semplicità,  come  reporter, allo Sztandar Mlodych (La bandiera dei Giovani), e viene incaricato di girare nei villaggi polacchi di provincia alla ricerca di fatti curiosi di cronaca da raccontare, ma ben presto si ritrova inspiegabilmente mosso da un impulso: “il mio massimo desiderio, quello che più mi turbava, tentava e attraeva, era di per sé estremamente modesto: la pura e semplice azione di varcare la frontiera”; cioè varcare un confine, un confine qualsiasi, per attraversare quelle linee reali, quanto immaginarie, che dividono i popoli. La caporedattrice della rivista, lo manda in India, affinché con i suoi reportage favorisca i legami fra i due paesi. Gli regala una copia delle “Storie” di Erodoto, storico greco del IV sec. A.C.; un libro tanto difficile da trovare nel suo paese (siamo nel 1955 all’alba del Patto di Varsavia, in pieno comunismo).

Inizia così l’avventurosa carriera di uno dei più celebri reporter europei, attraverso l’India (1956), la Cina (1957), il Sudan ed il Congo (1960), l’Etiopia e l’Algeria (1961), il Senegal (1963) e l’Iran (1979).

Il libro “Storie” di Erodoto (“il primo vero reporter della storia”), sempre presente nella valigia, si trasforma per l’autore in un autentico punto di riferimento, dove cercare tregua dagli avvenimenti del mondo e risposta agli interrogativi che la curiosità incalzante gli pone di fronte: dove ha inizio la storia? Perché gli uomini si combattono tra di loro?

I racconti dei viaggi appaiono sdoppiati: da una parte il presente che il giornalista vive e descrive nei suoi articoli e dall’altra le vicende storiche di quegli stessi popoli e di quelle terre, così che le narrazioni si alternano nei capitoli e si rincorrono continuamente.

Kapuściński si sente totalmente impreparato a vivere esperienze così forti, sia per la sua preparazione culturale che per l’aspetto prettamente più intimo e umano. Di ritorno dall’India, sopraffatto dall’esuberanza di colori, suoni, sapori e miti, afferma infatti che: “la mia mente era troppo imbevuta di razionalismo e di materialismo per immedesimarmi e penetrare in una cultura intrisa di spiritualità e di metafisica come l’induismo”.  Tuttavia, con il susseguirsi dei suoi viaggi e avventure in luoghi talvolta sperduti e pericolosi, Ryszard afferma: “il viaggio è la ricchezza, la fonte, il tesoro. Solo in viaggio un reporter si sente se stesso e a casa propria”: in Erodoto trova un amico, un collega del passato con cui condividere la propria filosofia di vita:

“la curiosità del mondo, il desiderio di esserci, di vedere ogni cosa ad ogni costo e sperimentare tutto di persona”. Sottolinea, infatti:” Chi perde la capacità di stupirsi è un uomo interiormente svuotato, ha il cuore bruciato. Chi considera tutto un déjà vu e non riesce a stupirsi di niente, ha perso la cosa più preziosa, l’amore per la vita.”

Kapuściński, è convinto che il viaggiatore “del futuro non si preoccupa: il domani è semplicemente un altro oggi.  Lo interessa il passato che scompare: ha paura che ne svanisca la memoria e che vada perduto.”

“Ciò che ci rende uomini e ci distingue dagli animali è la nostra capacità di narrare storie e miti: condividere storie e leggende rafforza il senso della comunità , l’unica condizione nella quale l’uomo può vivere.”

Egli narra i rischi e i pericoli corsi, gli incontri fortuiti e i dialoghi tra persone che non parlano la stessa lingua, le sue emozioni in presa diretta. Ne esce un mondo che non è mai una semplice catena di eventi, ma un magma emotivo di passioni che ogni uomo vive a suo modo. Il lettore viene portato dall’autore nelle zone più diverse e soffocanti del pianeta, facendogli dono dei propri dubbi e imbarazzi, delle proprie incomprensioni e paure di fronte a ciò che non conosce, ma che si presenta come l’unica realtà di quel momento.

Il dialogo con le “Storie” di Erodoto serve a Kapuściński, per universalizzare le sue esperienze e le sue domande. Emerge così l’anima del viandante che si specchia in storie fatte di guerre e rivoluzioni, ma anche di incontri, di volti, di scoperte, cercate con insaziabile curiosità e incrollabile fiducia nel prossimo, perché è solo a questo tipo di persone che gli estranei svelano i propri segreti.

E le descrizioni di Kapuściński sono quelle di chi ha viaggiato senza le cinture di sicurezza e diventano figure dell’anima di ogni uomo disposto ad incontrare il mondo. Un  viaggio, compiuto nell’assoluto rispetto delle tradizioni e della cultura del paese che ci ospita, con un sano desiderio di conoscere, di imparare, di capire. Anche e soprattutto perché, una volta tornati, un medesimo viaggio si può: “prolungare, ripetere e moltiplicare attraverso la lettura di libri, lo studio delle mappe, l’osservazione delle immagini e delle fotografie”.

Ci ha lasciato un caro amico.

E’ con grande tristezza che comunichiamo a tutta la famiglia dell’UTE, la notizia della perdita del prof. Maurizio Benedetti.

Lo ricorderemo sempre con grande affetto e grande stima: ricorderemo le sue lezioni, in cui con linguaggio semplice e chiaro sapeva  comunicare concetti non sempre facili; ricorderemo la sua gentilezza, la sua generosità e il suo sorriso sereno, così come lo abbiamo visto nell’ultima sua lezione.

Le esequie avranno luogo sabato, 13 luglio nella chiesa prepositurale di Garlate di Lecco alle ore 14.

Una preghiera da tutti noi.   

Segue qui un breve profilo della sua attività professionale.

Grandi iNox!!!

Sabato sera ad Arcellasco la compagnia teatrale dell’UTE , gli iNox, ha confermato la sua bravura: per due ore ha incantato il pubblico con la sua interpretazione della commedia “Due dozzine di rose scarlatte”.

La leggerezza del testo, la disinvoltura e la capacità interpretativa degli attori, la partecipazione del pubblico che ha spesso interrotto con applausi lo spettacolo, hanno reso la serata veramente piacevole.

Chi ancora non ha avuto la possibilità di assistere a questa commedia, non deve lasciarsi sfuggire la replica che andrà in scena il 21 giugno ad Albavilla.

Buona estate e…buona lettura!

L’estate è per leggere buoni libri!

Con il tradizionale concerto del nostro coro “Soprano Edda Righetto” ieri si sonoconcluse le nostre lezioni, ma dietro le quinte il lavoro di docenti e staff continuerà per preparare un nuovo coinvolgente, memorabile programma per l’anno accademico 2019/2020.

Il nostro augurio di “Buona estate” non può essere disgiunto anche dall’augurio di “Buona lettura”, in sintonia con i consigli e le indicazioni del nostro insostituibile Don Ivano.

A Ferrara

lato-duomo-ferraraa-ferrara-soffittoIeri, con l’UTE gita a Ferrara,: una città dalla lunga gloriosa storia, legata principalmente alla dinastia degli Estensi, che hanno costruito, ampliato e abbellito la città che li ha visti governare per molti secoli.  Dopo un piacevole viaggio in pullman, eccoci davanti al castello della città: costruzione imponente e ben conservata (anche per le cure che gli hanno riservato i ferraresi), cui  le acque del fossato,   che lo circondano, donano un grande fascino. I saloni interni conservano affreschi notevolissimi e soffitti a cassettoni splendidi.

I palazzi solenni  del centro storico testimoniano un passato di grande splendore; le viuzze del ghetto ricordano il contributo che gli ebrei hanno dato allo sviluppo economico e culturale della città e lungo le vie cittadine pare di rivedere i ragazzi in bicicletta in una  scena del film “Il giardino dei Finzi Contini”

In una giornata che prometteva condizioni climatiche poco rassicuranti, abbiamo invece potuto goderci la città senza dover aprire gli ombrelli che ognuno aveva portato con sè; la pioggia ci ha accompagnato solo durante le ore di viaggio in pullman: qualcuno  deve aver pregato per noi…

Teatro: Due dozzine di rose scarlatte (di A. De Benedetti)

La compagnia teatrale dell’UTE, “iNOX”, per salutare i soci  prima delle vacanze estive, rappresenterà venerdì 24 maggio in Sala Isacchi alle ore 15, una pièce teatrale che è stata il cavallo di battaglia di molte tra le più famose compagnie italiane: “DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE” di A. De Benedetti.

Si narra la storia di un matrimonio scivolato nella routine più monotona. La moglie decide allora di fare una vacanza da sola; il marito  ne approfitta per tentare di corteggiare un’altra donna, mandandole un mazzo di rose con un bigliettino misterioso…..ma un disguido farà arrivare i fiori a un’ altra destinataria. Da qui ha origine una simpatica ed elegante sequela di situazioni comiche che offrono momenti di grande divertimento.

La nostra collaudatissima compagnia teatrale affronta una sfida impegnativa, ma il risultato sarà certamente all’altezza della sua fama. L’ingresso è aperto anche ai non soci: aspettiamo un pubblico numeroso e deciso a passare insieme un piacevole pomeriggio.

Nuovo Consiglio Direttivo.

Nella riunione del 9 aprile, i neoeletti consiglieri hanno deliberato i nuovi incarichi:

Presidente :              Maria Guarisco Pellegrini

Vice-presidenti:    Colombo don Ivano – Alberto Lissoni – Umberto Filippi

Segretaria amm.:   Daniela Fincato

Segretaria esec.:     Angela Parietti

Consiglieri : Diana Catellani, Cesare Cavenaghi, Edoardo Fusi.

Comitato scientifico: Umberto Filippi, Umberto Lissoni, Alfredo Romantini,                                             Edoardo Fusi, Alberto Rigamonti

Responsabile del dipartimento umanistico e religioso sarà don Ivano Colombo.

Rappresentanti dei soci: Ferruccio Frigerio, Grattini Annanorma.

Responsabile informatica: Edoardo Fusi, Cesare Cavenaghi, Ferruccio Frigerio

Responsabile rapporti con la stampa e social: Diana Catellani

Revisori dei conti: Colombo, Dugo e Porta.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno dato la loro disponibilità per collaborare al buon andamento dell’Università. A tutti auguriamo “Buon Lavoro!!!”